Comune di Comelico Superiore
di Elvia Zandonella Maiucco
Il Comune di Comelico Superiore occupa una superficie territoriale di 95,86 kmq e confina direttamente con l’Austria. Compongono il comune quattro frazioni principali:
- Candide (sede municipale): è il paese più antico e il primo documento scritto che tratta di questa comunità risale al 1186, dove inoltre si evince l’esistenza di una chiesa dedicata a Santa Maria. Risale al 1235 il Laudo (statuto) della Regola di Candide, il più antico del Cadore. La monumentale chiesa parrocchiale fu terminata nel 1799 e dedicata a Santa Maria Assunta: al suo interno un prezioso organo di Gaetano Callido. A fianco della Pievanale sorge l’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate costruita nel 1538 dall’artista Nicolò Ruopel. Intorno alla chiesa le case storiche di Candide: a sud l’imponente palazzo Gera Minucci appartenuto un tempo ai conti Da Camino; ad est il palazzo Monti-Giacobbi; ad ovest un altro antico palazzo appartenuto alla famiglia Gera ora denominato Casa Polin.
- Casamazzagno: si trova a monte dell’abitato di Candide, da qui si gode una spettacolare visione panoramica sull’intero Comelico. Una delle caratteristiche del paesaggio è rappresentata dal gran numero di fabbricati rurali, alcuni molto antichi, disseminati intorno al paese. Nel punto più elevato del pendio sorge la chiesa di San Leonardo costruita nel 1545 da Nicolò Ruopel, recentemente restaurata. Nel centro del paese si trova la neoclassica chiesa dedicata alla Madonna della Salute e a San Leonardo, eretta nel 1870 ed impreziosita da dipinti di artisti famosi come Pio Solero e Giuseppe Ghedina. Nelle vicinanze vi è il Museo etnografico della cultura ladina allestito dal circolo culturale “La Stua” che conserva molti oggetti ormai in disuso ma che testimoniano la vita di un tempo ricostruendo le semplici abitazioni dei nostri avi.
- Dosoledo: si affaccia ai margini di un antico terrazzamento in posizione centrale rispetto alla valle del Padola. L’ampia piazza è dominata dalla chiesa dedicata ai Santi Rocco e Osvaldo ed è stata costruita nel 1844 su progetto dell’architetto Giuseppe Cabassi integrato dall’architetto Giuseppe Segusini. Al suo interno custodisce un pregevole altare ligneo, scolpito nel 1722-23, del famoso scultore Andrea Brustolon che ha voluto rappresentare la Madonna Addolorata con ai piedi il Cristo deposto. Sulla piazza si affaccia l’antico palazzo Zandonella dall’Aquila, ora casa della Regola. Negli ultimi piani del palazzo ha sede il Museo Algudnei, uno spazio per la cultura ladina che offre una lettura del territorio con le sue rappresentazioni delle Regole, del Rifabbrico, del Carnevale, della Grande Guerra in Comelico, del Ladino e dei Clònpär (stagnini). Imperdibile a Dosoledo la tradizionale sfilata carnevalesca di Santa Apollonia riproposta ogni anno verso i primi di febbraio: Lachè e Matazin percorrono le vie del paese al ritmo delle musiche tradizionali.
- Padola: da un documento si rileva che il paese esisteva già nel 1191. Nel corso della storia subì varie distruzioni, l’ultima causata da un grande incendio nel 1845 che distrusse l’intero paese. La ricostruzione, primo esempio di “Rifabbrico” in tutto il Cadore, diede l’avvio al cambiamento epocale dei paesi del Comelico e del Cadore: le case costruite non più in legno ma in pietra. Al centro del paese la grande piazza con la nuova chiesa di San Luca Evangelista che conserva pregevoli affreschi e sculture lignee. All’entrata del paese sorge la chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie, ma l’edificio ecclesiastico più antico è quello dedicato a Sant’Anna sulla strada che da Padola porta al Passo Sant’Antonio. Al centro del paese il Museo della Cultura Alpina e Ladina del Comelico, ricco di testimonianze della storia e cultura locale e impreziosito da un affresco del maestro Vico Calabrò. A valle, sul torrente Padola, la “Stua”, un antico sbarramento artificiale per la fluitazione del legname, unico rimasto in Europa. Infine l’imponente stazione sciistica del Comelico che ha sede proprio a Padola.
Completano il Comune di Comelico Superiore la frazione di Sega Digón, nato come insediamento protoindustriale dove trovavano posto segherie e altri opifici azionati dalle acque del torrente Digón, e Sopalù, pittoresco gruppo di case con i muri in sasso lungo il corso del Padola.
Per saperne di più visita il sito http://www.comelicosuperiore.info/

