ASSOCIAZIONISMO CULTURALE
Associazione “La Stua”
di Associazione “La Stua”
Lo spunto per avviare l’associazione “La Stua” viene dato nel 1980 da una mostra-dibattito proposta nelle varie frazioni di Comelico Superiore dal gruppo di ricerca UNIERA sul tema: Montagna una storia finita?
Il notevole interesse dimostrato dalla popolazione locale aveva offerto lo spunto per un ulteriore approfondimento, sfociato nel 1985 nell’allestimento nella sala della regola di Casamazzagno della mostra fotografica dal titolo “la nostra storia”, dove venivano esposte le immagini più significative del passato di Casamazzagno.
La raccolta di questo materiale ha dato lo stimolo e l’incoraggiamento all’idea di realizzare un museo etnografico. Grazie alla disponibilità di un gruppo composto da 7 persone l’11 dicembre del 1986 con un atto notarile viene costituita l’associazione culturale ladina “La Stua”.
L’intento dell’associazione si può riassumere in tre punti:
– la costituzione di un museo etnografico per la conservazione, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale ladino del Comelico.
– svolgere un ruolo di animazione culturale dell’ambiente.
– offrire stimoli per una conoscenza più approfondita della cultura ladina locale.
Risolti i problemi riguardanti la figura giuridica, si inizia a pensare alla sistemazione dello stabile, casa Pinchien, data in utilizzo dalla Regola di Casamazzagno all’associazione e a come procedere alla raccolta del materiale.
Grazie all’impegno personale dei soci, alla fornitura dei materiali da parte della Regola e alla prestazione gratuita di molti artigiani locali, in pochi mesi i locali del museo vengono sistemati. Per la raccolta del materiale è stato indispensabile il coinvolgimento di tutta la popolazione, grande è stata la disponibilità nell’offrire un gran numero di oggetti, fotografie e arredi, molti dei quali sino ad allora gelosamente custoditi nelle singole abitazioni.
Finalmente il 25 luglio 1987 viene ufficialmente inaugurato il museo etnografico “La Stua”. In questi anni i soci si sono impegnati nell’apertura del museo, in estate con orari fissi o su prenotazione anche durante tutto l’anno, in modo che i turisti e la popolazione, in particolare le nuove generazioni, possano informarsi su usi e costumi di un mondo un po’ lontano nel tempo che ha permesso la sopravvivenza della gente in Comelico.
Più recentemente, nel luglio del 2017, viene ampliato il museo con un prezioso allestimento sulla Grande Guerra del 15-18. Grazie ai ritrovamenti bellici fatti negli anni in queste vallate vengono fedelmente ricostruite una baracca d’alta quota e una postazione per sentinella.
Nel giugno del 2022 viene poi aggiunta una vetrinetta con l’esposizione degli oggetti personali del milite ignoto, ritrovato sul Vallon Poperan a causa dell’arretramento dell’omonimo ghiacciaio, i cui resti sono sepolti nel cimitero monumentale di Santo Stefano di Cadore.
Oltre al museo l’associazione si occupa della pubblicazione del periodico “La Stua” che racconta di storie, esperienze e avvenimenti accaduti in paese in tempi più o meno recenti.
Guardando al futuro ci proponiamo di continuare a mantenere, curare e valorizzare il patrimonio culturale dei nostri paesi, collaborando il più possibile con le varie associazioni presenti sul territorio. Auspichiamo inoltre sempre più, in un ricambio generazionale che porti vitalità e nuove idee in modo che, conosciendo la storia e le tradizioni, i nostri giovani rendano la nostra montagna una storia che continua!… per ricollegarci alla domanda con la quale nel 1980 i primi soci fondatori hanno trovato lo stimolo per iniziare un percorso che, tra difficoltà e soddisfazioni, ha portato “La Stua” fino a qui.
Per saperne di più scrivici a: associazionelastua@libero.it
agosto 2023



