Capitelli dosoledo
Capitello di Santa Elisabetta
Interessante altariolo, in via Nellere, presso il rio Somerta. Costruito da Luigi Zandonella Maiucco (Gnògna) nel 1938; rovinato quasi completamente dall’alluvione del 1966, riattato nel 1967 e benedetto nuovamente dal parroco don Renzo Marinello con grande concorso di autorità e fedeli. Sul frontone la dedica “A S, Elisabetta madre di S.Giovanni Battista”.
La statua della Santa è addobbata con un lungo vestito bianco in tulle e ricami vari. Ai lati due rustiche statue in legno: un piccolo S. Sebastiano a sinistra, trafitto dalle rituali frecce, e il Battista Precursore a destra. Da notare anche un bel Cristo espressivo e realistico. Attualmente la cappellina è curata da Donato Zandonella Maiucco.
Va sottolineata a tal proposito la tradizione in certe vallate di impreziosire le statue con biancheria intima, corpetto e abito di tessuto damascato, gioielli e corone. Le statue vestite venivano portate in processione, ospitate sugli altari, venerate dalle confraternite; poi vennero ritenute indecorose e sostituite da effigi moderne, in gesso o in plastica.
Alcuni particolari aggiuntivi: a Dosoledo Santa Elisabetta è venerata da secoli. Ricchi mercanti della bassa Baviera (Germania), amici di Giovanbattista e Giacomo Sacco Sonador nell’anno 1636 costruirono ed addobbarono a loro spese la chiesa situata nella borgata di Sacco, dedicandola appunto al “mistero della Visita di Maria a santa Elisabetta”, la quale durante i secoli è stata meta di pellegrinaggi per grazie ottenute dalla Santa. Nell’anno 1931 il Vescovo di Belluno, mons. Giosuè Cattarossi, nella sua visita pastorale, affidò le antiche statue di santa Elisabetta, di san Lazzaro e di san Sebastiano a Luigi Zandonella Maiucco, marito di Maria Sacco Sonador (con una numerosa prole di nove figli), consentendogli l’edificazione della cappellina sopradescritta, benedetta il 9 luglio 1938.
La statua della Santa è addobbata con un lungo vestito bianco in tulle e ricami vari. Ai lati due rustiche statue in legno: un piccolo S. Sebastiano a sinistra, trafitto dalle rituali frecce, e il Battista Precursore a destra. Da notare anche un bel Cristo espressivo e realistico. Attualmente la cappellina è curata da Donato Zandonella Maiucco.
Va sottolineata a tal proposito la tradizione in certe vallate di impreziosire le statue con biancheria intima, corpetto e abito di tessuto damascato, gioielli e corone. Le statue vestite venivano portate in processione, ospitate sugli altari, venerate dalle confraternite; poi vennero ritenute indecorose e sostituite da effigi moderne, in gesso o in plastica.
Alcuni particolari aggiuntivi: a Dosoledo Santa Elisabetta è venerata da secoli. Ricchi mercanti della bassa Baviera (Germania), amici di Giovanbattista e Giacomo Sacco Sonador nell’anno 1636 costruirono ed addobbarono a loro spese la chiesa situata nella borgata di Sacco, dedicandola appunto al “mistero della Visita di Maria a santa Elisabetta”, la quale durante i secoli è stata meta di pellegrinaggi per grazie ottenute dalla Santa. Nell’anno 1931 il Vescovo di Belluno, mons. Giosuè Cattarossi, nella sua visita pastorale, affidò le antiche statue di santa Elisabetta, di san Lazzaro e di san Sebastiano a Luigi Zandonella Maiucco, marito di Maria Sacco Sonador (con una numerosa prole di nove figli), consentendogli l’edificazione della cappellina sopradescritta, benedetta il 9 luglio 1938.

