Chiesa di Sant’Antonio Abate

di Elvia Zandonella Maiucco

Una chiesa preesistente dedicata al Santo protettore contro il “fuoco di Sant’Antonio” fu incendiata dalle truppe di Massimiliano d’Austria nel 1508. Ricostruita nel 1538 ad opera di Mistro Colau (Nicolò) Ruopel murador de Carnia per L.1150. Subì incendi, nel 1669 e nel 1705.

L’esterno risente delle suggestioni di matrice sveva e carinziana con robusti contrafforti in arenaria rossa, concepiti in tre ordini che assolvono una funzione ornamentale e cromatica.
La facciata propone un affresco, assai deteriorato, che raffigura Sant’Antonio Abate. L’interno a navata unica coperta da una volta a due campate percorse da nervature della stessa arenaria a formare un reticolo che ricorda la parte più antica della chiesa di S. Nicolò.

Una volta a sesto acuto introduce nel coro dove una serie di nervature che determinano chiavi d’arco in forme poligonali che creano una serie di scudetti che contengono immagini di croci, monogrammi, simboli religiosi e marchi di famiglia. L’incontro delle nervature presenta peducci pensili che raffigurano teste umane.

Il coro era affrescato, dal degrado rimane ancora leggibile l’affresco raffigurante le tentazioni di Sant’Antonio. L’altare ligneo con la statuetta del Santo ed i dipinti raffiguranti S. Caterina e S. Lucia sormontati dalla Vergine con il Bambino e due angeli opera di Cesare Bagni. Le pareti ai lati dell’altare erano coperti da paliotti “cuoi d’oro” composti da cuoi lavorati in oro e argento, con disegni in arabesco e fogliame per una altezza di un metro.

Il tetto in scandole, originariamente a due falde è ora a quattro falde. Il campaniletto a semplice telaio a due montanti con tettuccio a quattro falde.