Chiesa dei Santi Rocco e Osvaldo

di Elvia Zandonella Maiucco

La chiesa di Dosoledo in stile neoclassico è resa ancora più imponente dalla sua posizione rialzata e centrale. Dedicata a San Rocco, uno dei santi più invocati nel Medioevo come protettore dalla peste, e san Osvaldo voluto dai paesani per onorare pre Osvaldo Zandonella, originario di Dosoledo, pievano di S. Stefano che nel 1521 fu il promotore della realizzazione di una chiesa a Dosoledo, demolita nel 1839 per la costruzione della chiesa attuale. Progetto del friulano Cabassi, ampliato dal Segusini fu ultimata nel 1844.
Unica aula longitudinale presenta nel presbiterio colonne con capitelli corinzi che confermano lo stile neoclassico.
La volta del coro e quella della navata presentano affreschi di Giovanni de Min noto artista bellunese che decorò anche la chiesa di Candide: nella volta della navata l’apoteosi di san Rocco, nella volta del coro la Trinità con i quattro evangelisti, San Pietro e tre angeli con i simboli del vecchio e nuovo testamento e i quattro profeti maggiori Isaia, Geremia Ezechiele e Daniele nelle vele.
L’altare maggiore è realizzato in marmo e ospita le statue lignee di San Rocco e San Osvaldo.
Quattro gli altari laterali: il primo a sinistra entrando è l’Altare di santa Apollonia: fu eretto probabilmente durante la fine dei lavori di costruzione della chiesa commissionato dalla famiglia Zandonella dall’Aquila, presenta tre dipinti ad olio che risalgono al XVIII secolo e raffigurano San Carlo Borromeo San Floriano e Santa Apollonia che reca delle tenaglie come simbolo del suo martirio.
Di fronte l’altare dedicato ai santi Ermagora e Fortunato fondatori della chiesa d’Aquileia e diffusori del cristianesimo in Friuli e nel Cadore. Le tre tele raffigurano San Pietro d’Alcantara i santi Ermagora e Fortunato e santa Veneranda, l’altare è impreziosito dagli angioletti lignei dei Ghirlanduzzi da Ceneda.
In alto a destra L’Altare dei santi Rocco e Osvaldo: si tratta probabilmente dell’altare maggiore appartenuto alla vecchia chiesa di Dosoledo. La parte lignea è opera di un intagliatore friulano mentre la tela che raffigura i santi Anna Rocco e Osvaldo è stata attribuita al pittore Cesare Bagni di Pesaro. Nelle nicchie del paliotto si trovano due statuine che forse rappresentano san Rocco e san Osvaldo, ai lati del tabernacolo sono collocate statuine di san Pietro e Sant’Anna.
L’opera più importante della chiesa di Dosoledo è l’altare dell’Addolorata, realizzato tra il 1722 e il 1723 da Andrea Brustolon in legno di pero, collocato nella vecchia chiesetta. Voluto dagli abitanti di Dosoledo che erano devoti alla Madonna dei Dolori, nel 1650 era stata fondata a Dosoledo la Confraternita della Beata Vergine dei Dolori, commissionato da Gerolamo Zandonella capo laudatore di Dosoledo venne allestito nel palazzo dei Zandonella Dall’Aquila. Rappresenta la pietà: nella nicchia centrale è posta la Madonna dei sette dolori in piedi con le braccia aperte in un gesto di smarrimento e di angoscia mentre ai suoi piedi si allunga, sorretto da un angelo, il corpo deposto dalla croce del Figlio morto. Sulle lesene centrali e lungo l’arco sono visibili, inseriti entro cornici a motivi floreali, sette ovali intagliati con la rappresentazione dei sette dolori della Madonna: la presentazione della vergine al tempio, la fuga in Egitto, Cristo fra i dottori del tempio, Cristo che cade sotto la Croce, Cristo ferito dalla lancia di Longino, la deposizione di Cristo e Cristo nel Sepolcro. Entro il timpano che sovrasta la nicchia centrale sormontato da due angioletti recanti i simboli della passione è inserito un Dio Padre benedicente, sopra le nicchie laterali altri due angioletti. Sul basamento alcuni putti intagliati sono posizionati sulle lesene e due sorreggono la Veronica recante l’immagine del volto di Cristo. Due angeli avrebbero dovuto occupare le nicchie laterali ma il committente chiese che venisse rappresentato da un lato San Filippo Benizio fondatore dei servi di Maria e dall’altro Santo Stefano protomartire.
Notevole la Via Crucis: 14 stazioni olio su tela commissionata nel 1965 dall’allora parroco Don Renzo Marinello e realizzata da due giovani artisti Vico Calabrò e Nazareno Corsini, inaugurata e benedetta dal Vescovo Maffeo Ducoli.
Il campanile fu eretto tra il 1777 e il 1778, quindi prima che sorgesse la chiesa nuova, su progetto del friulano Angelo del Fabbro. Presenta un alto basamento in bugnato, è suddiviso in tre ordini da cornici marcapiano, nella cella campanaria si aprono quattro bifore ad arcata a tutto sesto divise da lesene e sormontate da frontoni ricurvi. A coronamento una grande cuspide a cipolla.