ERBE SPONTANEE
di Aldo De Martin Toldo
Questo racconto – raccolta di erbe non ha sicuramente pretese scientifiche, ma desidero proporlo solo per portare a conoscenza, di chi è interessato in materia, di quanto la natura ci offre generosamente, piante genuine dai sapori naturali da utilizzare in cucina e per salvaguardare e curare la nostra salute.
Sicuramente gli antichi popoli avevano imparato che le piante spontanee potevano essere importante fonte di nutrimento e ricche di proprietà benefiche.
Tante erbe sono state quindi utilizzate per scopi alimentari e salutari, si è incominciato a curarle e a coltivarle, si è tramandata la conoscenza da generazione a generazione arricchendosi sempre di più.
Forse in questi tempi moderni si tende più a guardare la convenienza ed il riscontro economico, la fretta ci spinge a ricercare prodotti già pronti facendoci perdere gradualmente memoria di tanti prodotti e forse anche delle virtù di tante piante della conoscenza popolare.
È questo l’intento che vorrei proporre, riavvicinare numerose piante che la natura mette a nostra disposizione perché tante racchiudono in sé sia il potere nutritivo sia tanti principi attivi che molte delle varietà oggi coltivate hanno quasi perso.
La passione delle erbe selvatiche sicuramente affonda le sue radici nella mia giovane età quando prima ad uso familiare sia alimentare per nutrizione che curativo per malattie, disturbi o disfunzioni si andava a raccogliere i radicchi di prato, la silene, la scabiosa, gli asparagi selvatici, i radicchi di monte, le gemme di pino mugo, i fior d’arnica, poi, anche per racimolare qualche soldino, si raccoglievano e vendevano oltre ai fiori d’arnica anche i mirtilli rossi e neri, per non parlar dei funghi che costituivano le “entrate” più redditizie di noi giovani!
Ma la curiosità di nuovi gusti, nuove conoscenze, nuovi sapori, anche in considerazioni delle mie passioni culinarie, mi hanno spinto verso nuove ricerche e nuovi usi, ecco allora ad appassionarmi ad ortiche, al buon enrico, al farinello ottimi per risotti, pasta verde e minestroni, ai germogli di pino mugo, abete rosso e freschi aghi di larice per dar nuovo e maggior gusto alle predette pietanze, al sambuco sia i fiori ottimi fritti con pastella o per preparare sciroppi o anche per la panificazione sia i frutti per gustose marmellate o sciroppi espettoranti per l’inverno, alla carlina dal sapore di carciofo, al timo serpillo fra le spezie, al cumino dei prati, al ginepro, alla genziana, alla liquirizia di monte per insaporire le grappe e poi fiori di trifoglio rosso anche questi buoni fritti in pastella, di geranio silvano, violette, fiori di rosmarino, di malva, di rosa canina e altri ancora tutti belli sia da decorazione che per dar gusto ai piatti.
Una volta c’era tanta conoscenza delle piante selvatiche che venivano usate sia in cucina che come medicina, oggi vi è una ripresa soprattutto in cucina, mi dà l’idea che esaltino i sapori della montagna e della sua natura, io un po’ alla volta ho iniziato a conoscerle, solo in parte logicamente perché ce ne sono una infinità, a saperle dosare, a ricercare equilibrio nei sapori, a farle entrare nella filosofia della mia cucina e riscontro che vengono apprezzati questi miei piatti nuovi e curiosi.
Certo la mia fortuna è quella di godere di questi luoghi ove si le piante crescono abbondanti in un ambiente sano e pulito, un ambiente ove si è sempre usato l’amore, il rispetto e il giusto sviluppo sostenibile del territorio ognuno consapevole delle proprie responsabilità tutelando la ricchezza dei saperi tradizionali; ritengo sia molto importante vivere in armonia e in rispetto con il proprio ambiente. Per questo le erbe vanno raccolte dove sono numerose, tagliandole e mai strappandole per non danneggiare la radice, una raccolta indiscriminata potrebbe provocare la distruzione di quella specie. Certe piante sono anche protette da specifiche normative.
Le erbe selvatiche ed i fiori eduli li uso freschi quando è la stagione giusta per la raccolta, ma in montagna si sa che le belle stagioni sono brevi e allora come le formichine faccio la scorta per l’inverno, le raccolgo le pulisco bene e le idrato meglio in soffitta non a contatto del sole diretto o con un essiccatore ad uso familiare e le conservo in vasi di vetro in ambiente scuro per utilizzarle sia per infusi e decotti sia per piatti saporiti e appaganti.
GLOSSARIO DI ALCUNI TERMINI FARMACOLOGICI
Antielmintico = vermifugo
Antipiretico = febbrifugo
Antilitiastico = che tenta la disgregazione dei calcoli
Antiossidante = aiuta sistema immunitario, contrasta invecchiamento
Antisettico = curano la disinfezione della cute e delle mucose
Antispastico = che fa rilasciare la muscolatura
Astringente = agisce sui tessuti evitando la secrezione
Bechico = cura e calma la tosse, il catarro delle vie respiratorie
Carminativo = diminuisce e facilita l’espulsione dei gas intestinali
Colagogo = attiva la secrezione della bile
Coleretico = stimola secrezione biliare e l’espulsione del colesterolo
Diaforetico = aiuta la produzione di sudore
Ipoglicemizzante = abbassa la percentuale di glucosio nel sangue
Lenitivo = dotato di capacità di mitigare il dolore fisico
Stomachico = migliora la condizione e il lavoro dello stomaco
Vulnerario = contribuisce a risanare piaghe e ferite