ASPETTI GEOLOGICI DEL COMELICO

di David Pomarè Montin

Dal punto di vista geologico la Val Comelico è unica e suggestiva, sia per le sue forme che per la grande varietà di rocce che fanno da contorno alle valli glaciali su cui sorgono i centri abitati.

La Val Comelico è il lembo più orientale delle Dolomiti, al passaggio con le Alpi Carniche: la lunga e complessa storia geologica e tettonica di questo settore, unitamente alla modellazione operata dai ghiacciai e dal loro scioglimento, hanno concorso alla modellazione del paesaggio, caratterizzato da dorsali verdeggianti dalle forme dolci e arrotondate su un lato, e dalle forme aspre e nude sull’altro. A separarle un’importante linea di faglia profonda testimonianza delle forti spinte tettoniche cui è stato sottoposto il settore durante l’Orogenesi Alpina. Le guglie, le torri ed i massicci corpi calcarei e dolomitici che danno forma al Gruppo del Popèra, testimoniano l’evoluzione di un ambiente marino ricco di forme viventi di cui si ha testimonianza nei numerosi fossili reperibili lungo i ghiaioni. Le forme arrotondate sul lato opposto della valle sono costituite dal basamento metamorfico rappresentato da filladi, scisti e quarziti: sono le rocce più antiche della sequenza dolomitica e tra le più antiche d’Italia. Dal Passo Monte Croce a Sappada, lungo la linea di confine, formazioni metamorfiche diverse colorano i rilievi con tinte scure, fino ai caratteristici marmi bianchi e rosa del Monte Peralba, alle cui pendici nasce il Fiume Piave. Queste rocce molto antiche sono state localmente attraversate da filoni di vulcaniti acide (oggi Porfidi del Comelico).

Merita un cenno di attenzione il Monte Quaternà: un antico condotto vulcanico che permetteva alla lava di salire dal serbatoio magmatico generando colate e fenomeni esplosivi. La particolarità di queste rocce risiede nella loro datazione: è l’unico vulcano dolomitico riferibile al Trias, e quindi il più antico! Chiudono il settore verso Est il Gruppo delle Terze, i Brentoni ed il gruppo Pupera, antiche scogliere calcareo dolomitiche. Un’ultima nota riguarda la toponomastica alpina che spesso si rifà ad antiche leggende: può far sorridere, ma arricchisce il Verde Comelico di tradizioni e informazioni che vanno colte tra le righe e interpretate.