La stua
Padola

 

La “Stua”, sbarramento artificiale sul torrente Padola, venne usata per la fluitazione del legname fino alla fine del 1800. Questo possente muraglione con
le sue aperture, i suoi scaricatori le sue porte consentiva di controllare l’acqua, fermandone la corsa, per formare il bacino artificiale, il lago che si formava a monte dello sbarramento forniva l’acqua che, scendendo violentemente, portava i tronchi fino al cidolo di Perarolo. Larici e abeti selezionati nel rispetto di una rigorosa rotazione, venivano abbattuti a colpi di scure, liberati da ramaglie e cortecce e ridotti in tronchi, venivano portati a valle e convogliati nel torrente che costituiva il mezzo più efficiente di trasporto del legname. Alcuni uomini, muniti di lunghe aste provviste di arpioni e spuntoni (langés) favorivano il disincaglio del tronchi. 
Costruita probabilmente nel XV secolo, la Stua veniva concessa in manutenzione alla famiglia Gera che riceveva in contropartita il godimento di un bosco; per il passaggio di ciascun tronco la famiglia riscuoteva un pedaggio. Fu acquistata nel 1635 dalla famiglia Gera che la ricostruì in pietra tra il 1816 e il 1819. La costruzione della strada della valle e l’avvento delle ferrovie ne decretò la fine. Abbandonata al degrado per decenni è stata recentemente restaurata e trasformata in museo. Decorata con un bellissimo affresco del pittore Calabrò che rappresenta la fluitazione del legname e completata con pannelli che ne raccontano la storia rimane l’ultimo esempio di “Stua” in Europa.