Chiara De Zolt Ponte
Attività sportiva: 2015-2023
Sport: sci nordico
Squadra: Centro Sportivo Carabinieri
Intervista
Sono nata il 10 Aprile del 1998 e sono originaria di Padola: la mia disciplina è lo sci di fondo. Ho iniziato a praticare lo sci nordico da piccola, all’età di 4 anni principalmente perché è lo sport che praticava mio papà.
Da subito mi è piaciuto, mi sono appassionata fino al punto di farlo diventare il mio lavoro e quindi l’attività principale della mia vita fin ora, perché proprio quest’anno all’età di 25 anni, ho terminato la mia carriera agonistica.
Ho iniziato ad approcciarmi al mondo degli allenamenti e delle gare con l’Unione Sportiva Val Padola per poi passare alla nazionale e al Centro Sportivo Carabinieri. Il ricordo più bello che ho di questo sport è difficile da individuare perché mi ha regalato tanti bei ricordi, ma forse quello migliore riguarda le Olimpiadi giovanili che ho disputato a Lillihammer (Norvegia) nel 2016.
La prima vittoria è stata in un circuito provinciale, Lattebusche, all’età circa di 8 anni mentre l’esperienza che ha segnato maggiormente la mia carriera sono stati i Campionati italiani allievi, durante i quali ho preso la medaglia di bronzo, medaglia che mi ha dato delle valide motivazioni per scegliere di proseguire la carriera nello sci di fondo anziché nel biathlon (perché fino a quel momento praticavo entrambi gli sport, ma purtroppo era giunta l’ora di decidere su quale dei due volevo puntare).
I risultati migliori che ho conseguito sono:
- 5 medaglie d’oro ai Campionati italiani junior nella stagione 2015/2016
- 10º posto alle Olimpiadi giovanili 2015/16
- Medaglia di bronzo ai mondiali Militari di Sochi (Russia)
- Medaglia d’oro ai Campionati italiani u23 a Cogne nel 2019 grazie alla quale ho guadagnato la convocazione per la coppa del mondo del mese successivo proprio a Cogne
- Podi in Coppa Italia e 6 top 10 in coppa Europa.
Lo sport ha influito molto nella mia vita, mi ha fatta diventare la persona che sono ora e mi ha fatta crescere sotto ogni punto di vista. Grazie ad esso ho imparato cosa vuol dire sacrifico, disciplina e responsabilità.
Ora non farò più l’atleta professionista ma sicuramente non smetterò di praticare sport perché mi fa stare bene.





